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Radio e comunicazioni in emergenza: cosa serve davveroRadio and emergency communications: what you actually need

Nel blackout iberico del 2025 la telefonia è caduta a chiazze in poche ore. Le tre funzioni da coprire sono ricevere, coordinarsi e chiamare i soccorsi: servono strumenti diversi, e i due terzi del lavoro non costano niente.In the 2025 Iberian blackout, mobile coverage collapsed in patches within hours. The three jobs to cover are receiving, coordinating and calling for help: they need different tools, and two thirds of the work costs nothing.

11 · 09 · 2026 13 min di lettura13 min read EvacuazioneBug-out

Cosa succede davvero alle comunicazioni

Il blackout iberico dell'aprile 2025 ha mostrato in diretta una cosa che in teoria sapevamo tutti: quando salta la corrente, il telefono smette di funzionare molto prima del previsto. Le stazioni radio base hanno batterie tampone che durano, secondo i casi, da due a otto ore. Il router di casa muore subito. E nelle prime ore, quando la rete ancora c'è, la usano tutti insieme: la congestione fa il resto.

Lo schema si ripete identico in alluvioni, terremoti e incidenti industriali. Prima tre ore di rete intasata, poi copertura a chiazze, poi silenzio. Chi ha un piano in quel momento non sta improvvisando.

Tre funzioni diverse

Le comunicazioni in emergenza si dividono in tre problemi separati, che richiedono strumenti diversi: ricevere informazioni ufficiali, coordinarsi con la famiglia, chiamare i soccorsi. Chi compra due walkie-talkie pensando di aver risolto tutti e tre ha risolto solo il secondo, e solo in parte.

1. Ricevere: la funzione più sottovalutata

Nella stragrande maggioranza delle emergenze civili, quello che ti serve non è trasmettere: è capire cosa sta succedendo e cosa ti stanno chiedendo di fare. È anche la parte più economica.

Una radio FM/DAB a pile o dinamo

Costa fra i 20 e i 60 euro ed è il singolo pezzo di attrezzatura con il miglior rapporto fra utilità e prezzo di tutto il prepping. In Italia il servizio pubblico radiofonico — Rai Radio1 in testa — è il canale designato per le comunicazioni di emergenza alla popolazione, e le emittenti locali sono spesso le prime a dare informazioni sulla viabilità e sui centri di accoglienza.

Cosa guardare quando la scegli: alimentazione a pile standard AA o AAA (meglio della batteria interna proprietaria, che dopo tre anni non tiene più), presenza del DAB+ oltre all'FM, e una manovella o un pannellino solare come terza via. Le radio dinamo economiche hanno una resa modesta: la manovella è un ripiego, non il piano principale.

I canali digitali che reggono meglio

2. Coordinarsi: le radio, senza illusioni

Qui serve chiarezza sulle aspettative, perché il marketing dei walkie-talkie vende portate da satellite.

PMR446

Sono i walkie-talkie che trovi ovunque, 16 canali intorno ai 446 MHz. In Italia, dopo le semplificazioni del DL 76/2020, sono di libero uso: niente dichiarazione, niente contributo annuale. Potenza massima 0,5 W con antenna non sostituibile.

Portata reale: 300 metri – 1,5 km in città, 2–5 km in campagna aperta, molto di più solo se entrambi siete in posizione elevata e in vista ottica. Chi promette "fino a 10 km" parla di due cime di montagna. Sono perfetti per: famiglia in un condominio o in un quartiere, gruppo che si muove insieme, comunicazione fra casa e orto o cantiere. Sono inutili per parlare con un parente dall'altra parte della provincia.

Nota utile: i codici CTCSS/DCS (quelli che i manuali chiamano "sottocanali") non sono privacy. Non criptano niente: filtrano solo cosa senti. Chiunque su quel canale ti ascolta.

CB 27 MHz

La vecchia banda cittadina, 40 canali, fino a 4 W. Anch'essa di libero uso in Italia con apparati omologati e non modificati. Portata maggiore del PMR — qualche chilometro in veicolare, molto di più in condizioni favorevoli di propagazione — e una comunità reale di utenti sulle strade. Il canale 9 è il canale di emergenza per convenzione internazionale. Svantaggi: antenne ingombranti, apparati grandi, più sensibile al rumore elettrico.

Radioamatore

È il salto di qualità vero, e richiede un esame ministeriale di cultura radioelettrica e un nominativo assegnato. In cambio ottieni potenze, bande e apparati seri, l'accesso ai ponti ripetitori che estendono la portata a intere province, e soprattutto l'ingresso in una rete di persone organizzate: in Italia i radioamatori sono strutturalmente coinvolti nelle attività di Protezione Civile attraverso le associazioni nazionali. Se la resilienza delle comunicazioni ti interessa sul serio, il corso è la spesa più intelligente che puoi fare.

Cosa non fare mai
  • Non trasmettere sulle frequenze dei soccorsi (Vigili del fuoco, 118, forze dell'ordine, Protezione Civile operativa). Ascoltarle è un conto, occuparle è reato e può ammazzare qualcuno.
  • Non modificare gli apparati e non montare amplificatori o antenne direttive su CB e PMR: invalida l'omologazione e ti mette fuori legge.
  • Non affidarti a una radio che non hai mai provato. Vale per tutto, ma per le radio in modo particolare: la prima volta che le accendi non deve essere durante un'emergenza.

3. Chiamare i soccorsi

Il 112 è il Numero Unico Europeo per le Emergenze, valido in tutta l'Unione. Due cose che quasi nessuno sa:

Quando chiami, l'ordine giusto delle informazioni è: dove sei (indirizzo o riferimenti, comune), cosa è successo, quante persone coinvolte, il tuo numero. Poi rispondi alle domande e non riattaccare per primo.

4. Il piano di comunicazione familiare

La struttura che usano i professionisti si chiama PACE: Primary, Alternate, Contingency, Emergency. Quattro modi di raggiungersi, in ordine, dichiarati prima.

LivelloStrumentoQuando
PrimaryChiamata o chat sul telefonoFinché la rete regge
AlternateSMSRete congestionata
ContingencyRadio PMR su canale concordato, a orari fissiRete assente, distanza breve
EmergencyPunto di incontro fisico + biglietto scrittoTutto il resto è fallito

Gli elementi da decidere adesso e scrivere su carta, una copia per ogni portafoglio e una nello zaino di scuola dei bambini:

5. Alimentazione

Una radio senza pile è un fermacarte. Il tema energia è metà del problema comunicazioni.

6. Setup per livelli

BudgetCosaCosa risolvi
0 €IT-alert attivo, allerte regionali, piano PACE scritto, numeri su carta, contatto fuori zonaRicevere e organizzarsi. Il 70% del problema
40–70 €Radio FM/DAB a pile + scorta pile + powerbankInformazione indipendente dalla rete
100–180 €Coppia di PMR446 decenti + ricaricabili + pannellino solareCoordinamento familiare a corto raggio
250 €+CB veicolare, oppure corso e patente da radioamatoreRaggio reale e accesso a una rete organizzata
L'esercizio che fa la differenza

Una volta al mese, un sabato: spegni il wifi, prendi le radio, e provate a coordinare qualcosa di banale — uno che è al supermercato, uno a casa. Scoprirai in dieci minuti che il canale concordato era occupato, che una radio ha le pile scariche e che nessuno si ricorda il punto di incontro. Meglio scoprirlo di sabato.

La cosa da ricordare

La parte di comunicazione che salva davvero le giornate non costa niente: un foglio con i numeri, un punto di incontro deciso, un parente lontano che fa da centralino e le allerte attivate sul telefono. Le radio vengono dopo, e servono solo se qualcuno in famiglia le sa usare davvero.

What actually happens to communications

The Iberian blackout of April 2025 demonstrated live what we all knew in theory: when the power goes, phones stop working far sooner than expected. Base stations have backup batteries lasting anywhere from two to eight hours. Your home router dies immediately. And in the first hours, while the network is still up, everyone uses it at once: congestion does the rest.

The pattern repeats identically in floods, earthquakes and industrial accidents. First three hours of jammed network, then patchy coverage, then silence. Whoever has a plan at that point is not improvising.

Three different jobs

Emergency communication splits into three separate problems needing different tools: receiving official information, coordinating with your family, calling for help. Buying two walkie-talkies solves only the second one, and only partly.

1. Receiving: the most underrated function

In the vast majority of civil emergencies, what you need is not to transmit: it is to understand what is happening and what you are being asked to do. It is also the cheapest part.

A battery or crank FM/DAB radio

It costs €20–60 and is the single best value-for-money item in all of prepping. Across Europe, public service radio is the designated channel for emergency communication to the population, and local stations are often first with information on road closures and reception centres.

What to look for: standard AA or AAA batteries (better than a proprietary internal cell, which stops holding charge after three years), DAB+ as well as FM, and a crank or small solar panel as a third option. Cheap crank radios give modest output: the handle is a fallback, not the main plan.

The digital channels that hold up best

2. Coordinating: radios, without illusions

Expectations need managing here, because walkie-talkie marketing sells satellite-grade range.

PMR446

The handhelds you find everywhere, 16 channels around 446 MHz. Licence-free across most of Europe; in Italy, after the 2020 simplification decree, there is no declaration and no annual fee. Maximum 0.5 W with a non-removable antenna.

Real range: 300 m – 1.5 km in a city, 2–5 km in open country, substantially more only if both of you are high up and in line of sight. Anyone promising "up to 10 km" is describing two mountain tops. They are ideal for: a family in a block of flats or a neighbourhood, a group moving together, house-to-allotment or house-to-worksite. They are useless for reaching a relative on the other side of the province.

Useful note: CTCSS/DCS codes (what manuals call "sub-channels") are not privacy. They encrypt nothing: they only filter what you hear. Anyone on that channel hears you.

CB 27 MHz

The old citizens' band, 40 channels, up to 4 W. Also licence-free in Italy with type-approved, unmodified equipment. Longer range than PMR — a few kilometres mobile, far more with favourable propagation — and a real community of users on the roads. Channel 9 is the emergency channel by international convention. Downsides: bulky antennas, large sets, more sensitivity to electrical noise.

Amateur radio

This is the real step up, and it requires passing a radio theory exam and being assigned a callsign. In exchange you get serious power, bands and equipment, access to repeaters that extend range across whole regions, and above all entry into a network of organised people: in Italy, radio amateurs are structurally involved in civil protection through national associations. If communications resilience genuinely interests you, the course is the smartest money you can spend.

Never do this
  • Never transmit on emergency service frequencies (fire, ambulance, police, operational civil protection). Listening is one thing; occupying them is a criminal offence and can get someone killed.
  • Never modify equipment or fit amplifiers or directional antennas to CB and PMR sets: it voids type approval and puts you outside the law.
  • Never rely on a radio you have never tested. True of everything, but especially radios: the first time you switch them on must not be during an emergency.

3. Calling for help

112 is the single European emergency number, valid across the Union. Two things almost nobody knows:

When you call, the right order is: where you are (address or landmarks, municipality), what happened, how many people involved, your number. Then answer their questions and don't hang up first.

4. The family communication plan

The structure professionals use is called PACE: Primary, Alternate, Contingency, Emergency. Four ways of reaching each other, in order, agreed in advance.

LevelToolWhen
PrimaryPhone call or chatWhile the network holds
AlternateSMSNetwork congested
ContingencyPMR radio on an agreed channel, at fixed timesNo network, short distance
EmergencyPhysical meeting point + written noteEverything else has failed

What to decide now and write on paper, one copy per wallet and one in the children's school bag:

5. Power

A radio without batteries is a paperweight. Energy is half the communications problem.

6. Setups by budget

BudgetWhatWhat it solves
€0Cell broadcast alerts enabled, regional alerts, written PACE plan, numbers on paper, out-of-area contactReceiving and organising. 70% of the problem
€40–70Battery FM/DAB radio + battery stock + power bankInformation independent of the network
€100–180A decent pair of PMR446 + rechargeables + small solar panelShort-range family coordination
€250+Mobile CB, or an amateur radio course and licenceReal range and access to an organised network
The drill that makes the difference

Once a month, on a Saturday: switch off the wifi, take the radios, and try to coordinate something trivial — one of you at the supermarket, one at home. Within ten minutes you will discover the agreed channel was busy, one radio has flat batteries and nobody remembers the meeting point. Better to find out on a Saturday.

The thing to remember

The part of communications that actually saves days costs nothing: a sheet with the numbers, an agreed meeting point, a distant relative acting as switchboard, and alerts enabled on the phone. Radios come afterwards, and only help if someone in the family genuinely knows how to use them.

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Le informazioni normative si riferiscono all'Italia e possono cambiare: verifica sempre le condizioni d'uso aggiornate delle bande radio nel tuo Paese prima di trasmettere. In emergenza chiama il 112. Regulatory details refer to Italy and may change: always check the current conditions of use for radio bands in your own country before transmitting. In an emergency call 112.